Torino ha uno dei brewpub più interessanti per chi cerca birra artigianale con una cucina vera e un’identità precisa. Il birrificio La Piazza non è solo un locale dove bere: è un posto in cui produzione, tavola e progetto sociale si tengono insieme. Qui trovi cosa aspettarti dal bicchiere, cosa ordinare, quali sedi scegliere e perché questo indirizzo conta nel panorama brassicolo italiano.
Le informazioni essenziali da sapere subito
- Si tratta di un brewpub torinese legato alla Piazza dei Mestieri, con sede storica in via Durandi 13 e secondo locale in via Perosa 32/A.
- La proposta unisce birra artigianale, cucina da pub e un progetto formativo/sociale, quindi non è un locale “solo birra”.
- Nel catalogo compaiono etichette come American Jasper, Chagall, Winternacht, Kellerplatz e Hops & Roll.
- I prezzi base sono chiari: birra alla spina piccola 5 euro, media 6,50 euro, bottiglia da 33 cl 6 euro, dolci 5 euro.
- Via Durandi è aperta tutti i giorni; via Perosa è chiusa la domenica, quindi la scelta della sede cambia davvero l’esperienza.
Che tipo di locale è davvero
Io lo leggerei come un brewpub vero, non come un bar che ha aggiunto due spine ben messe. Il progetto nasce nel 2007 e porta dentro di sé una logica precisa: produrre birra artigianale, servirla in un ambiente conviviale e farlo dentro l’ecosistema della Piazza dei Mestieri, che ha una forte impronta educativa e sociale.
Questo dettaglio cambia molto la percezione della visita. Qui non stai solo consumando un prodotto: stai entrando in una storia fatta di formazione, mestiere e attenzione alle materie prime. Anche la presenza nella Guida alle birre d’Italia 2025 di Slow Food Editore, con riconoscimenti per alcune etichette, è un segnale chiaro del posizionamento del birrificio nel panorama nazionale.
Per me è proprio questa doppia natura, produttiva e ospitale, a renderlo più interessante di un pub standard. E una volta chiarito il contesto, ha senso guardare con attenzione a quello che arriva davvero in tavola e nel bicchiere.

Cosa bere e cosa mangiare per capire la casa al primo assaggio
Se devo capire in fretta un brewpub, guardo prima la carta delle birre e poi la cucina. Qui la logica è abbastanza trasparente: le birre sono artigianali, vive e non pastorizzate, mentre il menu non è un riempitivo ma una parte strutturale dell’esperienza.
| Scelta | Prezzo | Perché la sceglierei |
|---|---|---|
| Birra alla spina piccola | 5,00 euro | Ideale se vuoi assaggiare senza impegnarti troppo o confrontare più stili nella stessa serata. |
| Birra alla spina media | 6,50 euro | È il formato più equilibrato per capire corpo, beva e carattere della birra. |
| Bottiglia da 33 cl | 6,00 euro | Buona se vuoi concentrarti su una singola etichetta e seguirne meglio l’evoluzione nel bicchiere. |
| Stinco alla birra Chagall | 16,00 euro | È il piatto più identitario: lega cucina e produzione in modo diretto. |
| Piazzaburger | 10,00 euro | Scelta semplice, solida, utile per capire il livello della cucina senza sovraccaricare la cena. |
| Birramisù | 5,00 euro | Chiusura coerente con il locale, perché la birra entra anche nel dessert. |
Se siete in due o in gruppo, la bottiglia da 75 cl a 12 euro è una scelta sensata per condividere e confrontare meglio il profilo della birra. E il punto non è solo il prezzo: la cucina lavora anche con ingredienti locali e tagli riconoscibili, quindi non hai la sensazione di un menu messo lì per forza.
Io trovo importante questo equilibrio, perché evita l’effetto “pub qualunque”. Quando cibo e birra sono pensati insieme, la visita ha più sostanza e diventa più facile scegliere la sede giusta e l’orario migliore.
Dove andare e quali orari ti evitano sorprese
Qui la parte pratica conta davvero, perché il birrificio ha due sedi e gli orari non sono identici. Se organizzi una serata senza controllare prima, rischi di arrivare nel posto giusto al momento sbagliato.
| Sede | Indirizzo | Orari | Quando la sceglierei |
|---|---|---|---|
| Via Durandi 13 | 10144 Torino, zona San Donato | Tutti i giorni; domenica-giovedì 18:00-01:00, venerdì e sabato 18:00-02:00 | Se vuoi la sede più continua, utile anche per una cena in settimana. |
| Via Perosa 32/A | 10139 Torino, zona Cenisia | Lunedì-giovedì 18:00-24:00, venerdì e sabato 18:00-01:00, domenica chiuso | Se sei già in zona o vuoi provare il locale più recente, con un’impostazione più “di quartiere”. |
Se devo dirla in modo diretto, via Durandi è la sede più comoda per chi vuole continuità, mentre via Perosa ha il vantaggio di essere il secondo locale nato per allargare la presenza della casa in città. Per cene di gruppo o serate di lavoro, prenotare resta una mossa intelligente.
Una volta chiarita la logistica, resta la domanda che interessa davvero a chi ama la birra artigianale: perché questo posto pesa più di tanti altri nel racconto torinese?
Perché conta nella scena birraria torinese
Il valore del locale non sta solo nel prodotto, ma nel contesto. La Piazza dei Mestieri nasce come luogo di educazione e aggregazione, e il birrificio ne eredita una visione che lega mestiere, responsabilità e qualità. Per chi fa turismo della birra, questo è un dettaglio importante: la visita non finisce al bancone.
C’è poi la dimensione urbana. Siamo a Torino, in due quartieri riconoscibili e facilmente leggibili anche per chi visita la città con occhi da appassionato: San Donato e Cenisia. Questo significa che il birrificio può diventare una tappa dentro un itinerario più ampio, non un punto isolato da raggiungere e basta.
Infine c’è il tema della credibilità. Una gamma ampia, un’identità riconoscibile e una cucina che non si limita a fare da contorno aiutano a costruire fiducia. In un mercato pieno di locali che puntano tutto sull’immagine, qui la sostanza resta visibile.
Ed è proprio questa combinazione tra birra, quartiere e progetto a farlo uscire dalla categoria dei locali “da prova una volta” e a portarlo tra quelli che meritano una seconda visita.
Come trasformare la visita in una tappa riuscita
Se andassi per la prima volta, farei tre cose molto semplici. Prima di tutto sceglierei una birra alla spina media, perché è il formato più onesto per capire il carattere della casa. Poi abbinerei un piatto caldo vero, non solo uno snack, così da valutare anche la cucina. Infine terrei un occhio alle etichette più note del catalogo, come American Jasper, Chagall, Winternacht e Kellerplatz, perché sono quelle che aiutano a leggere meglio la firma del birrificio.
- Se vuoi una serata lineare, vai in via Durandi: è la sede più flessibile sugli orari.
- Se vuoi fare un confronto più preciso, prova una birra alla spina e poi una bottiglia da 33 cl.
- Se vai con amici, ordina almeno un piatto caldo da dividere: il locale rende meglio quando birra e cucina lavorano insieme.
- Se cerchi una chiusura coerente, il Birramisù è una scelta semplice ma molto in linea con l’impostazione del posto.
Io lo inserirei senza esitazioni in un itinerario torinese dedicato alla birra artigianale, soprattutto se vuoi vedere come un brewpub possa essere insieme locale di quartiere, punto di degustazione e progetto culturale. In questo senso, la visita funziona davvero quando la leggi per quello che è: non solo una sosta, ma un pezzo di città costruito bene.